è un titolo nato dalle tante volte che mi sono dovuto fermare, a volte per scelta, a volte per obbligo

Scelte

Vent’anni

Vent’anni sono una grande età, forse quella migliore in cui si possono provare a realizzare i propri sogni e se anche si sbaglia in ciò che si è scelto, c’è ancora la possibilità di rimediare. Si può scegliere cosa fare da grandi, ma anche come essere da grandi.
Trovarsi nella vita reale, concreta con la capacità di fare scelte ragionate , ecco un buon obbiettivo. Come essere da grandi ipotizza una partenza, l’inizio di un viaggio che pur sapendo dove stai andando, non ti da la possibilità di sapere che tipo di persone incontrerai. Non puoi sapere se le loro storie ti scivoleranno addosso o ti coinvolgeranno, ti infastidiranno o addirittura stravolgeranno la tua vita. Così come puoi solo immaginare in quali contesti ti muoverai, ma senza conoscerne i dettagli, le peculiarità, le bellezze o le brutture; questo non puoi saperlo in anticipo. Ecco allora l’importanza di scegliere che, pur presupponendo la possibilità di azioni alternative, ci obbliga al ragionamento, alla valutazione oggettiva, ma anche usando l’istinto, il cuore, la pancia. E’ vero, è un cocktail difficile da fare, dove indovinare le dosi giuste degli ingredienti non è semplice. Però possiamo farci aiutare, da persone con esperienza, di cui possiamo fidarci, informandoci, verificando contesti simili. C’è però un pezzo mancante da aggiungere al puzzle che stiamo costruendo sulle nostre scelte: l’accettazione e la consapevolezza che la scelta fatta non corrisponda a come ce l’eravamo immaginata. Quante volte nella nostra esperienza di accoglienza nella casa famiglia di bambini allontanati dai loro genitori e catapultati nel giro di poche ore in casa nostra, abbiamo ipotizzato insieme ai servizi sociali un progetto per quel bambino di ritorno a casa o comunque  un buon progetto definito e definitivo che gli permettesse di diventare un adulto sano, amato, in grado a sua volta di saper amare e accogliere. Quante volte invece le aspettative sono state disattese,  provocandoci uno stato di frustrazione, impotenza e delusione determinato dal non essere riusciti a garantire a quel bambino quello che ci eravamo prefissati. Ed ecco lo scontro duro e freddo contro una realtà che non avevamo messo in conto. Da lì nasce la consapevolezza che siamo uomini e donne, con i nostri limiti e che a volte pur mettendocela tutta il risultato tanto atteso non arriva. Questo non vuol dire che bisogna arrendersi, al contrario, dobbiamo metterci tutta la volontà, la passione, l’amore, ma consapevoli che qualcosa potrebbe far crollare il piano. E anche se il piano crolla, la consapevolezza di avercela messa tutta ci aiuterà a rialzarci , capire qual è stata la criticità cercando nuove strategie, nuove idee e nuove modalità . Tutto questo però non potrà mai accadere se all’inizio di tutto non c’è un sogno.

1 commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *